Biografia

La passione per il giornalismo di Gianfranco Paris viene da lontano. La sua prima esperienza fu quella di coordinatore del giornalino radiofonico interno del collegio Conti Gentili di Alatri.

Nel periodo della milizia politica fondò e diresse «La Bussola – indica la giusta via» e «L’Ago – agenzia di informazioni», uno dei primi esperimenti di agenzia di notizie al servizio della provincia di Rieti. Nello stesso periodo e fino al 1980 collaborò a «La Voce Repubblicana», uno dei più vecchi giornali d’Italia, e a «Momento Sera» conseguendo vari premi di produzione per la diffusione dei due giornali nella provincia di Rieti.

Nel 1979, con la liberalizzazione dell’etere, assunse la direzione di Radio Onda Verde e la presidenza della cooperativa Guglielmo Marconi che ne ereditò la gestione dal gruppo di giovani che l’avevano fondata.

Collaborò negli ani ’80 a Telerieti, poi diventata Telesabina 2000, nella quale tenne per anni la rubrica fissa settimanale «Curiosità e bellezze di casa nostra», dedicata alla cultura e all’arte del territorio, molto gradita dai telespettatori, in collaborazione con Gabriella Scardaoni, indicando uno dei filoni da percorrere nei palinsesti delle TV locali.

Nel 1988 assunse la direzione di «Mondo Sabino», testata nata nel 1986 come supporto pubblicitario al territorio, che trasformò in breve tempo in un giornale vero e proprio, il primo nella storia, al servizio della intera regione sabina che, come noto, comprende tutta la provincia di Rieti, la sabina romana, quella abruzzese (tutti i comuni del monterealese) e di quella umbra (i comuni di Cascia e Norcia). Giornale che resiste in edicola da vent’anni con notevole gradimento degli affezionati lettori, unici che ne consentono la sopravvivenza.

Già prima di finire gli studi secondari, all’età di 14 anni, inizia I’apprendimento dei rudimenti della politica e frequenta gli ambienti della Federazione giovanile repubblicana di matrice ideologica mazziniana. Ultimato il servizio militare inizia con pari intensità a percorrere l’iter della vita professionale di avvocato ed il cursus honorum nel quale ultimo raggiunge, nel corso di un ventennio, i vertici decisionali. Già membro dell’esecutivo nazionale della Federazione giovanile, diventa segretario provinciale del PRI di Rieti, capogruppo consiliare del consiglio comunale di Rieti per dieci anni, dove si distingue per una inchiesta sulla gestione del cimitero cittadino e come presidente della commissione urbanistica, diventa nel contempo membro dell’esecutivo regionale e del consiglio nazionale del PRI di Ugo La Malfa. Viene eletto dal neo consiglio regionale del Lazio nel primo consiglio di amministrazione della FILAS (Finanziaria regionale) dove svolge le funzioni di segretario del consiglio medesimo e dell’esecutivo.

Nel 1980, per dissensi sulla gestione interna del PRI del Lazio, si ritira dalla milizia attiva e si dedica a coltivare la passione per il giornalismo e la cultura del territorio collaborando alla pubblicazione dei primi libri di autori locali dando origine ad un filone di pubblicazioni che ha avuto ed ha tutt’ora un notevole seguito.

Esercita con profitto la professione di avvocato dal 1962 dopo aver fondato, unitamente al collega avv. Leo Rocca, uno dei primi studi professionali associati d’Italia, attività dalla quale ricava l’unica fonte di reddito poiché svolge le altre iniziative come volontario con esclusivo spirito di servizio e senza retribuzione.

Sull’esempio dei grandi maestri Mazzini e Garibaldi, nel 1981 aderisce alla Massoneria e viene iniziato nella Loggia «Fratelli Arvali» dal Maestro Venerabile Giuseppe Falcone. Costretto al sonno dalla difficoltà di frequentare le sedute, si risveglia nel 2002 nella Loggia «Scienza e Umanità» che opera in Sabina ed è uno dei protagonisti, insieme ad Alberto Di Giancarlo, già Maestro Venerabile della «Scienza e Umanità» ed attuale Presidente della Camera capitolare di rito scozzese «Mauro Mori» all’Oriente di Rieti, della rinascita della Loggia «Sabina – Ludovico Petrini» distrutta dal blitz di una squadraccia fascista nel 1924, della quale era maestro venerabile il conte Tito Leoni. È un convinto assertore della ferma linea di trasparenza inaugurata con determinazione dal Gran Maestro Gustavo Raffi specie in un momento storico nel quale l‘Italia ha bisogno di saldi principi laici.

Sull'autore

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".