La sagra degli ottantenni

Non ricordo a memoria d’uomo, e la mia risale al 1948, data delle prime elezioni del Parlamento dell’Italia repubblicana, che...

Non ricordo a memoria d’uomo, e la mia risale al 1948, data delle prime elezioni del Parlamento dell’Italia repubblicana, che dopo una votazione i problemi del Paese abbiano avuto la precedenza rispetto a quelli della sua classe politica.
Mai una trattativa ha avuto come tema principale il benessere della cittadinanza, che è stato sempre sottoposto a quello più immediato e diretto della sopravvivenza dei protagonisti della politica.
Ad ogni nuova elezione, man mano che le legislature si susseguivano, prima del giorno del voto sembrava che le cose prendessero una via correttiva degli errori precedenti ma, una volta raggiunto il risultato elettorale, che più o meno è risultato sempre lo stesso per cinque decenni, è sempre stata data prevalenza all’interesse dei burattinai che si sono alternati alla guida del paese fino ad oggi, piuttosto che a quello degli elettori.
Questa volta gli elettori, e per la prima volta, hanno dato un segnale serio di insofferenza. Hanno votato nella misura del 25% dei votanti, per il M5S. Così ora dal bipartitismo anomalo delle due coalizioni, che vige in Italia da oltre dieci anni, si è passati al tripartitismo.
La domanda di rinnovamento che si è tradotta in un consenso così trionfante e sorprendente per un partito nuovo, alla quale deve essere associato il dissapore di tutti coloro che non sono andati a votare e che rappresentano un altro 25%, aveva suggerito a Bersani di fare un appello al M5S per la formazione di un governo. I 5S hanno risposto che non era loro intenzione fare un accordo di sistema con la coalizione di Bersani, ma che avrebbero dato il loro appoggio ad un Governo Bersani su tutti i provvedimenti di rinnovamento della politica italiana che il suo Governo avrebbe portati in Parlamento. La motivazione del mancato voto di fiducia in bianco richiesto da Bersani, su mandato del capo dello stato Napolitano, veniva individuata dal M5S nella mancanza di fiducia in promesse che fino ad oggi non erano state mai mantenute dai precedenti governi formati dallo stesso PD almeno in questo ultimo ventennio. E credo che nessuno possa sostenere che i 5S non avessero ragione. Quindi non un rifiuto ad un Governo Bersani, ma una promessa di appoggio reale in Parlamento, il luogo deputato dalla costituzione per verificare il vero appoggio del Parlamento al Governo. Lo dice quella costituzione che a parole tutti vogliono difendere, a cominciare dall’attuale Presidente della Repubblica.
Ma il quasi novantenne Napolitano ha detto di no. Ha preteso che i 5S rilasciassero una cambiale in bianco a Bersani, lasciando allo stesso segretario del PD di giocare sulla loro credibilità. Roba veramente…

Bastava che Napolitano, prendendo atto della volontà espressa dai due gruppi PD-SEL e M5S, che avevano manifestato la volontà di operare come maggioranza, sia pure senza la fiducia in bianco, consentisse a Bersani di formare un Governo di persone al di fuori dei giochi, come l’incaricato aveva promesso, che sarebbe stato formato un Governo formalmente di minoranza, ma sostanzialmente di maggioranza, questo sì che avrebbe garantito non solo ai 5S, ma soprattutto al popolo italiano, il varo di quelle riforme che lo stesso Bersani aveva dichiarato di voler far approvare nello interesse della popolazione e che fino ad oggi, malgrado promesse, non sono state mai nemmeno formulate.
Ma ciò non è accaduto perché Napolitano non ha voluto. La scusa è stata quella della credibilità delle istituzioni europee ed internazionali, l’incertezza delle votazioni in Parlamento, come se in questi ultimi dieci anni le votazioni in Parlamento non fossero state sempre in bilico, e per di più soggette a ricatti, compravendita di deputati, corruzione e chi più ne ha più ne metta!
E così se ne è lavate le mani. Ha sospeso l’iter della formazione del Governo e ha passato la palla al suo successore aprendo la fase della elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Tutte le colpe della mancata formazione del Governo sono state scaricate sui deputati del M5S, che la stampa si è subito abbandonata ad insultare nel modo più incivile con epiteti indegni di un giornalismo serio. Denigrandoli verbalmente, si potrebbe ipotizzare il reato di offesa alle istituzioni perché siamo in presenza di rappresentati del popolo regolarmente eletti, e chissà che non si trovi un PM che lo faccia davvero!
A questo punto gli interessi dei cittadini sono stati tutti messi da parte. Ora ogni formazione politica, perché di partiti non si può più parlare, gioca solo ed esclusivamente a salvaguardare le proprie chiappe. Ognuno vuole piazzare al Colle persona che lo garantisca il più possibile.
Lo vuole Berlusconi che teme di finire in galera da un giorno all’altro, anche se per lui la galera sarà un esilio dorato, lo vogliono quelli del PD e delle altre formazioni politiche della cosiddetta sinistra. Ma sono tutti conciati così male che non hanno a disposizione gente credibile che possa salvare loro la faccia di fronte agli italiani ed al mondo. Nessuno mostra di essere sensibile alla esigenza di inviare al Colle una persona ancor giovane che manifesti al massimo livello la volontà che in Italia si intende dare un colpo di timone alla politica.
A giudicare dai nomi che circolano siamo alle solite. Non avendo a disposizione altro, circolano solo nomi di ottantenni. Se oggi esistesse un novello Rubens dipingerebbe l’Italia come una novella “Susanna e i vecchioni”!
Parlano di rinnovamento da venti anni, non sono stati capaci di rinnovare alcunché, anzi hanno reso la Repubblica un vero casino.Per mantenersi il controllo del Parlamento hanno inventato una legge elettorale infame che è di ostacolo perfino a loro stessi, e per salvarsi le chiappe sperano nei vecchioni.

Non che nel panorama politico italiano qualche persona degna di salire al Colle non ci sia. Ad esempio Emma Bonino. Ma essa ha il torto di essere donna e di non essere una di loro. Per costoro Emma è una marziana, talmente lontana dal loro modo di concepire la politica che ne sono spaventati. Eppoi c’è la chiesa che ne teme le sue idee. Anche quello è il regno dei vecchioni, anche se questa volta i cardinali hanno avuto più lungimiranza dei nostri campioni, scegliendo almeno un sessantenne! Eppure Emma sarebbe la loro salvezza perché sono certo sarebbe capace di individuare una via di uscita per tutti: classe politica e popolo. Lo lascia supporre la sua coerenza e la sua capacità di ricoprire incarichi di altissimo livello. E’ l’unico politico italiano veramente stimato nel mondo.
E tutto ciò avviene in una Europa dove la pur vecchia Inghilterra è guidata da una classe politica giovane, dove la Francia ha avuto la capacità di alternare ad un ancor giovane un altro ancor giovane, dove la Germania affianca alla Merkel elementi giovani e capaci. per non parlare del Mondo. Negli USA ad esempio, dove si alternano da decenni presidenti molto giovani, in Russia dove si alternano al potere due di cui uno giovane ed un altro ancor giovane. Insomma siamo il fanalino di coda del rinnovamento della politica.
E intanto la popolazione subisce. I più deboli pagano il prezzo più alto. I suicidi aumentano. Le imprese languono. I disoccupati aumentano. Le tasse aumentano anch’esse. E chi più ne ha più ne metta.
Questo è il paese dove si va a caccia di un altro vecchione da far salire al Quirinale! E dove per esorcizzare il fantasma della catastrofe si scarica la colpa sul M5S chiamando bambini i neoeletti in Parlamento.
Suvvia, un po’ di decenza…

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".