I protestanti in Sabina

Si è tenuta sabato scorso a Poggio Mirteto l’annunciata conferenza sul tema I Valdesi in Sabina, organizzata dalla Associazione culturale...

Si è tenuta sabato scorso a Poggio Mirteto l’annunciata conferenza sul tema I Valdesi in Sabina, organizzata dalla Associazione culturale amici del museo di Poggio Mirteto, nel quadro degli Incontri del Sabato, conferenziere il dott. Eric Noffke, già Pastore della chiesa Valdese di Forano Sabino dal 2002 al 2005, oggi Pastore della chiesa Metodista di Roma e Presidente della Società Biblica Italiana.

La presenza del protestantesimo in Sabina nasce nel secolo decimonono a partire dal 1848 a seguito del risveglio del protestantesimo europeo, fino ad allora in difesa, dopo la reazione controriformista della chiesa cattolica. I primi semi furono portati in Italia dai patrioti liberali costretti all’esilio dal potere assoluto degli stati italiani dopo la parentesi napoleonica, in particolare da quelli che erano stati in Inghilterra e Scozia. Ma fu durante la Repubblica romana che iniziò il risveglio concreto del protestantesimo nel territorio italiano. Fino ad allora esistevano, tollerati dai Savoia, i soli Valdesi nelle tre Valli piemontesi, ma vivevano appartati come in un ghetto e privi dei diritti e delle libertà civili.
Il breve periodo della Repubblica romana fu molto favorevole alla diffusione dell’evangelismo. La lettura e lo studio della Bibbia ben si prestavano allo smantellamento del potere temporale dei papi.
Lo stesso Mazzini, durante il periodo del Triumvirato, fece stampare tremila Bibbie in lingua italiana, quando dalla chiesa di Roma la Bibbia veniva ancora stampata in latino ad uso dei soli preti, con lo scopo di diffonderne la conoscenza e lo studio tra tutta la popolazione.
L’azione continuò in sordina fino al 1861, anno della costituzione del Regno d’Italia, momento dal quale i primi colportori, cioè i venditori ambulanti di bibbie e stampati religiosi, poterono visitare indisturbati tutti i paesi d’Italia e i primi evangelisti ebbero libertà di diffusione delle teorie protestanti. Essi appartenevano alla Chiesa Cristiana Libera, la prima ad operare nell’Italia che si veniva costituendo almeno fino agli anni intorno al 1870 quando arrivarono anche le missioni straniere (quella metodista, quella battista ecc..), che seppe approfittare subito del nuovo clima che si era creato in Italia con il processo di unificazione, ostile alla chiesa cattolica che ne era stata il principale nemico politico.
Questo movimento di penetrazione portò presto alla formazione a Poggio Mirteto e a Forano Sabino di due gruppi di evangelizzati che dettero vita a delle vere e proprie comunità organizzate.

L’anima del gruppo di Poggio Mirteto fu un certo Santucci che riuscì in pochi anni a creare una rete di presenza anche al di fuori del comune di Poggio attraverso la creazione di scuole, istituzioni che in quel momento storico rappresentavano una necessità impellente per far uscire la popolazione dalla più grassa ignoranza nella quale era stata mantenuta fino ad allora.
Queste scuole furono istituite nei paesi limitrofi come Torri, Poggio Catino, Toffia e alcune frazioni di Poggio fino a Rieti, Contigliano e Roccasinibalda.
L’anima del gruppi di Forano fu un certo Angelini, che poi ne divenne pastore, il quale in breve, occupandosi della protezione dei più deboli contro la prepotenza dei padroni, riuscì a formare una comunità molto numerosa nel territorio di quel comune. Più tardi, con l’aiuto delle consorelle comunità evangeliche americane che inviarono sostanziosi aiuti finanziari, fu costruita una scuola vera e propria intorno alla quale la comunità in breve tempo si consolidò notevolmente.
Nei decenni della seconda metà dell’ottocento l’espansione della evangelizzazione protestante fu agevolata dal fatto che a quell’epoca non esisteva alcuna protezione nei riguardi della povera gente. Ben presto la monarchia Savoia per consolidare il suo potere si appoggiaò alle classi egemoni e i contadini, gli operai, i piccoli artigiani e i più deboli in generale erano esposti a prepotenze di ogni genere. Basta pensare alle repressioni del governo Crispi e ai fatti del generale Bava Beccaris.
In questo quadro la evangelizzazione diventò strumento per porre un argine al dilagare della prepotenza e fu abbracciata come salvifico mezzo di riscatto della popolazione perché all’epoca non esistevano ancora i sindacati e la povera gente non sapeva a chi affidare i propri bisogni.
Così l’evangelizzazione ottenne buoni risultati perché, parlando di religione, si occupava anche di problemi concreti delle persone con una rete assistenziale efficiente e protettiva. Angelini ad esempio, se qualche contadino veniva cacciato dai terreni dal padrone, era capace di trovare subito un altro fondo da coltivare per mantenere quella famiglia.
La cosa funzionò bene fino a quando la situazione socio-politica cambiò notevolmente con l’arrivo dei sindacati, con le lotte politiche e con l’uscita della chiesa cattolica dal “non expedit”. Da allora per mantenere vivo il protestantesimo era necessaria un forte carisma dei pastori. Così, mentre la comunità di Poggio Mirteto finì con lo scomparire perché Santucci non era stato in grado di costruire una rete concreta di sostegno alla comunità e si era trasferito temporaneamente altrove, quella di Forano, che nel frattempo era diventata Chiesa Valdese, si mantenne perché Angelini riuscì in quello di cui Santucci non fu capace. E la Chiesa Valdese di Forano vive ancora con la sua comunità e la sua chiesa.

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".