Povero principio di autorità!

Uno dei capisaldi più incrollabili che hanno accompagnato la mia educazione di uomo secondo la cultura occidentale nella quale sono...

Uno dei capisaldi più incrollabili che hanno accompagnato la mia educazione di uomo secondo la cultura occidentale nella quale sono nato è stato certamente il principio d’autorità. Questa mattina mi sono svegliato quasi tramortito da una frase pronunciata dal mio coetaneo Papa Bergoglio, che ama farsi chiamare Francesco (il poverello che la Sabina conosce come “uno dei nostri”): chi sono io per giudicare i preti pedofili? Non sono un cattolico praticante, non vado a battermi il petto in chiesa, e mi danno fastidio tutti coloro che lo fanno solo per farsi vedere, sono però disposto a rispettare e capire chi fa tutto questo in buona fede. Papa Bergoglio ha inaugurato un nuovo corso nella storia della chiesa, quello di inserire nei insegnamenti del suo magistero il nuovo suggerito dalle esperienze di vita del mondo latino-americano, assai diverso da quello europeo, influenzate dalla cultura delle popolazioni autoctone di quel continente che la chiesa cattolica ha cercato di sradicare fin dalla conquista spagnola, senza riuscirvi.
I suoi precedessori, riguardo alla presenza di una forte presenza di pedofilia nelle fila del sacerdozio, si sono comportati come lo struzzo, hanno messo la testa sotto terra e hanno continuato a far finta di niente, alimentando la piaga anziché cercare di estirparla.
Bergoglio ora inaugura un’altra strategia. Comincia a mettere in discussione il principio fondamentale sul quale è fondato il suo magistero: il principio d’autorità. Chi sono io per giudicare!
Se il significato delle parole non è qualcosa come l’elastico delle mutande (pardon), questa espressione suona alle mie orecchie con un preciso significato: la pedofilia fa parte della natura umana e come tale ognuno deve risolverla da se stesso. Nemmeno l’infallibilità del rappresentante di dio in terra ci può fare niente. E allora, Papa Francesco, dove andremo a finire?
La chiesa si affanna a difendere i diritti naturali dell’uomo fino all’estremo di costringere alla sofferenza pur di non violare il diritto alla vita, come nel caso della eutanasia, o a far nascere degli storpi, sempre per rispetto della vita che è sacra e, di fronte alla più grave delle deviazioni sessuali , almeno per la chiesa, colui il quale è stato eletto, anche per virtù dello spirito santo, a tutelarla si ritiene incapace di giudicare?
Se fossi un cattolico convinto, mi sentirei smarrito. Per fortuna che non lo sono.
Sempre questa mattina un’altra notizia mi ha ricordato che vivo nel paese di Pulcinella. Dopo mesi di attesa per la decisione da parte della Cassazione del ricorso avverso la sentenza della corte d’appello che ha condannato Berlusconi a quattro anni di carcere e alla interdizione dai pubblici uffici fissata per il 30 luglio, questa mattina 30 luglio, è iniziata a circolare la voce che, se ci sarà una richiesta di rinvio da parte della difesa, la decisione potrebbe slittare di qualche settimana!! E vedrete che la decisione sarò rinviata. Ci scommetto.
Sarà colpa del caldo estivo, sarà colpa dell’ignavia degli uomini, a cominciare dai parrucconi che dominano in questo paese, lautamente stipendiati e perciò ancor attenti ai loro privilegi, sarà colpa della politica che si occupa solo dei fatti dei suoi attori, sarà colpa del colto o dell’inclito, questo è proprio il paese di Pulcinella! Il fatto è che, mentre Bergoglio inizia ora a mettere in discussione il suo principio d’autorità, la classe politica e la cultura italiana lo hanno messo da parte da molto tempo.
Che il “buon” dio ce la mandi buona!

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".