Deposito Cotral a Rieti: la mano nera sempre all’opera

È di ieri la notizia che il Comune di Rieti ha sospeso i lavori iniziati il 31 maggio scorso, appena...

È di ieri la notizia che il Comune di Rieti ha sospeso i lavori iniziati il 31 maggio scorso, appena un mese dopo il rilascio della concessione, per la costruzione di un nuovo deposito del COTRAL in località Vazia, nei pressi dell’Ospedale San Camillo de Lellis, per accertare la regolarità dell’iter della pratica. La necessità di una tale verifica è nata da una indagine effettuata da Orazio De Paola, esponente del movimento civico Rieti Virtuosa che, venuto a conoscenza di alcuni fatti anomali verificatisi nel corso dei dieci anni occorsi perché il COTRAL decidesse di realizzare questa opera, ha svolto una serie di indagini che sono state portate a conoscenza della Amministrazione comunale. Si tratta di una situazione molto complessa che coinvolge nell’iter della realizzazione soprattutto l’ASI di Rieti, ormai celeberrima protagonista di proposte di realizzazione e di concessioni il più delle volte contestate dalla cittadinanza perché prediligono le istanze dei privati e non tengono in alcun conto le esigenze della popolazione che da quelle opere il più delle volte, anziché vantaggi ne ricava danni. Ma allo scopo di far conoscere bene ai lettori quali sono i fatti che ha appurato Orazio de Paola e all’intervento del sindaco di Rieti, piuttosto che fare un sunto dell’accaduto, abbiamo preferito intervistare lo stesso protagonista dell’indagine attenendoci strettamente ai fatti e ai documenti come rintracciati dal medesimo. Orazio de Paola è un uomo di lungo corso politico, sempre militante dei partiti della sinistra, quella più a sinistra che si può. Disgustato dalla inconcludenza dei dirigenti di quella che fu la sinistra estrema, ha preferito continuare ad occuparsi di politica contribuendo alla nascita di Rieti Virtuosa, movimento che, né di sinistra né di destra, cerca di dare l’esempio di come dovrebbe essere un partito oggi per aiutare i cittadini a risalire la china.
 
Orazio, come mai questa inchiesta, che cosa ti ha colpito per spingerti a dedicare lungo tempo alla ricerca dei documenti di cui sei entrato in possesso?
Mi ha colpito innanzitutto un giro di espropri, vendite e riacquisti fatti dall’ASI che proprio non dovrebbero essere oggetto della sua attività istituzionale. Ma procediamo con ordine – prosegue De Paola – il 29/12/2003 COTRAL Spa acquista circa 20.000 mq di terreno nell’area industriale nel comune di Cittaducale dalla soc. Termowat, terreno dove si potrebbe edificare immediatamente perché già urbanizzato. Il 20/04/2010 l’ASI lo espropria per l’importo di € 300.348,89, denaro non pagato al momento dell’esecuzione; il 15/06/2010, esattamente solo dopo soli 55 gg., l’ASI lo rivende al prezzo di € 411.843,50 alla società privata Epico srl, per realizzarvi un centrale a biomasse, che al momento del rogito paga l’intero importo tramite assegni bancari, con un guadagno netto di circa € 111.494,61 se l’ASI versasse al COTRAL quanto dovuto. Ma ciò non avvenne allora e non avviene ancora.
 
L’Asi quindi realizza un guadagno su un’area già urbanizzata ai danni del COTRAL senza che il COTRAL lo abbia utilizzato?
È proprio così. Infatti il 20/11/10 la soc. COTRAL riacquista dall’ASI il diritto di superficie, ma non di proprietà, del suddetto terreno ad € 520.016,38 con un guadagno da parte del Consorzio di ulteriori € 165.044,19. Con tale vendita il danno economico subito dal Cotral è di gran lunga superiore se si considerano le caratteristiche sfavorevoli dell’area e il costo dell’urbanizzazione primaria e secondaria inserito nell’atto di acquisto a carico della società trasporti. Il 18/2/2011, inoltre, per il pagamento si stabilisce che dall’importo viene detratta la cifra di € 300.348,89 che il Cotral avrebbe dovuto percepire per l’esproprio subito il 20/04/2010. Da notare che dopo la trasmissione del TG3 “Buongiorno Regione” del 15/03/2013 sono stato contattato telefonicamente da una dei proprietari dei terreni espropriati l’11/08/2011 che, venuta a conoscenza del mio esposto, dimostrava preoccupazione per il fatto che ancora non aveva ricevuto il pagamento di quanto dovuto e che da poco era stata contattata dal Consorzio industriale per proporgli un pagamento rateizzato.
 
Quindi il Consorzio ha continuato a guadagnare altri soldi in danno del COTRAL, senza che il deposito fosse realizzato?
Il deposito prese un’altra strada, infatti il 12/03/2012 il Comune di Rieti rilascia permesso a costruire per un progetto di “Polo manutentivo” presentato da COTRAL PATRIMONIO sull’area dove ha appena acquisito il diritto di superficie. Il 21/06/2012 l’Amm. Unico del Cotral Patrimonio Ing. Vincenzo Surace, forse accortosi di aver acquistato un terreno che, sia per tipologia che per il costo, non è adatto allo scopo, firma un Avviso con una “richiesta di offerta per l’acquisto di un immobile da adibire a nuovo impianto automobilistico in zona industriale Rieti/Cittaducale”.
 
Ha inizio così finalmente l’iter per la costruzione del deposito?
Si, il 12/03/2012 il Comune di Rieti rilascia il permesso a costruire per un progetto di “Polo manutentivo” presentato da COTRAL PATRIMONIO sull’area dove ha appena acquisito il diritto di superficie. Il 21/06/2012 l’A.U. Cotral Patrimonio Ing. Vincenzo Surace, forse accortosi di aver acquistato un terreno che, sia per tipologia che per il costo, non è adatto allo scopo, firma un Avviso con una “richiesta di offerta per l’acquisto di un immobile da adibire a nuovo impianto automobilistico in zona industriale Rieti/Cittaducale”. Il 03/10/2012 all’avviso pubblico di COTRAL PATRIMONIO SpA rispondono tre ditte: Pezzopane, Giuliani e Consorzio Campoloniano, come risulterebbe dalla RELAZIONE TECNICA PER LA VALUTAZIONE DI N.3 PROPOSTE PERVENUTE A COTRAL PATRIMONIO PER UN NUOVO IMPIANTO AUTOMOBILISTICO A RIETI, del 3 ottobre 2012. Da questa relazione emergono diverse considerazioni oggettive: a) che sia COTRAL PATRIMONIO, sia il Consorzio Industriale sono venuti a conoscenza di lotti e capannoni che già rispecchiavano le caratteristiche richieste nell’Avviso di COTRAL PATRIMONIO ed a costi decisamente inferiori a quelli di realizzazione emersi dalla valutazione della proposta Consorzio Campoloniano che è attualmente in via di realizzazione; b) La commissione esaminatrice presieduta dall’Ing. De Angelis e dall’Ing. Pulcini perviene a conclusioni non risolutive dell’avviso ed esprime perplessità sui tempi di realizzazione (12 mesi chiavi in mano) offerti da quest’ultimo offerente; c) La commissione orienta la valutazione solo sull’offerta Consorzio Campoloniano, non richiedendo in sede di sopralluogo del 14/09/2012 offerte di adeguamento alla ditta Pezzopane, la quale ribadirà più volte la disponibilità a venire incontro a tutte le esigenze di COTRAL. Il 15/11/2012 COTRAL PATRIMONIO scrive a Pezzopane comunicando che “l’offerta è risultata sottodimensionata e valutata non rispondente dal punto di vista economico e tecnico alle esigenze della società”, nonostante risponda invece perfettamente alle richieste riportate nell’Avviso pubblico. L’ing. Surace informa altresì Pezzopane “che la procedura si è conclusa senza l’individuazione di offerte appropriate”.
 
E il COTRAL Patrimonio cosa ha risposto?
Il 15/11/2012 COTRAL PATRIMONIO scrive a Pezzopane comunicando che “l’offerta è risultata sottodimensionata e valutata non rispondente dal punto di vista economico e tecnico alle esigenze della società”, nonostante risponda invece perfettamente alle richieste riportate nell’Avviso pubblico. L’Ing. Surace informa altresì Pezzopane “che la procedura si è conclusa senza l’individuazione di offerte appropriate”. Il 22/11/2012 l’Assemblea dei soci di COTRAL PATRIMONIO, quindi anche la Provincia di Rieti e la Regione Lazio, viene a conoscenza degli esiti dell’indagine che si è conclusa senza l’individuazione di “offerte adeguate”, come dichiarato dall’Ing. Surace con nota prot. N°4207 del 10 dicembre 2012. Il 28/11/2012 la Ditta PEZZOPANE s.r.l. scrive a COTRAL PATRIMONIO e per conoscenza a Presidente Regione Lazio Polverini, Prefetto di Rieti Morolla, Ass. Regionale Infrastrutture Malcotti, Presidente Provincia di Roma Zingaretti, Presidente Provincia di Rieti Melilli, Ass. Trasporti Provincia di Rieti Felici, Presidente Provincia di Viterbo Meroi, Consiglieri Regionali Cicchetti e Perilli. La missiva riporta testualmente che “tutte le specifiche del bando sono state ampiamente soddisfatte, anzi ci siamo resi disponibili non solo ad ampliare la superficie offerta, ma a modificare il progetto propostoVi, così da renderlo ancora più confacente alle Vostre necessità.”. Per quanto in mia conoscenza, nessuno dei destinatari sembra essersi interessato della vicenda, nonostante dalla lettera si evincano chiaramente diversi elementi oscuri, soprattutto legati alla mancanza di elementi valutativi che avrebbero portato all’esclusione dell’offerta Pezzopane.
 
E dopo questa lettera?
Il 10/12/2012 COTRAL PATRIMONIO scrive a tutti gli intestatari della precedente nota di Pezzopane per ribadire che“l’offerta in questione, che si inserisce all’interno di una procedura di indagine di mercato per acquisizione immobile, non vincolante per la società, è stata valutata dal punto di vista economico, tecnico e funzionale non rispondente alle esigenze della società”. Anche in questo caso non si entra nei dettagli e nessuno dei destinatari sembra averne chiesto conto. Il 28/05/2013 il Comune di Rieti con determina n° 931 conclude, su proposta del Consorzio Campoloniano, la conferenza dei servizi per la realizzazione del “Nuovo Polo Manutentivo COTRAL” ed altri edifici e opere connesse, nei lotti nn° 14 e 18 della Zona Artigianale di Vazia (espropriati dal Consorzio con atto del 22/03/2007), senza riportare gli elaborati che dovrebbero formare parte integrante della determina stessa, né indicare i tecnici progettisti degli stessi. Tra questi vi è l’Arch. Mauro Trilli che ha redatto, per conto del Consorzio Industriale, il PRG comprensivo dell’area artigianale di Vazia sulla quale dovrebbero essere autorizzate solo attività artigianali propriamente dette. Inoltre, ad oggi non si è a conoscenza di atti di approvazione del progetto da parte di COTRAL SpA e COTRAL PATRIMONIO SpA e non risulta pubblicato sull’Albo Pretorio alcun permesso a costruire.
 
Questi i fatti così come raccontati da Orazio De Paola, tutti riferiti a documenti scritti reperiti dal medesimo con impegno e perseveranza, malgrado il boicottaggio degli interessati. A questo punto solo qualche considerazione conclusiva. La prima è che ancora una volta la realizzazione di un immobile per uso pubblico o privato debba essere frutto di procedure oscure che sono tali perché rispondenti solo ad interessi privati. Non è un mistero che del Consorzio Campoloniano II, che ha ottenuto la commissione del Deposito, facciano parte progettisti che recitano un ruolo determinante nella gestione tecnica dell’ASI di Rieti, collegati a imprenditori altrettanto ben collegati. Appare del tutto poco conveniente che il COTRAL abbia scelto tra i tre progetti quello più costoso. Sorprende che il Comune di Rieti abbia rilasciato una concessione a costruire ritenuta a posto, e che dopo un mese sia stato costretto a sospendere per verificarne la regolarità. Orazio De Paola denuncia che addirittura non è stata accertata la proprietà di parte dell’area. Se fosse vero, c’è da domandarsi: ma i tecnici del comune che ci stanno a fare? In caso di mancato controllo andrebbero mandati tutti a casa, non vi pare?
 
Dopo aver atteso oltre dieci anni, il COTRAL decide di realizzare un deposito per 80 pulmans nel luogo meno adatto, a due passi dall’Ospedale, dal carcere e da case private, mantenendo la proprietà di un terreno acquistato dieci anni fa senza utilizzarlo e dopo averlo acquistato rimettendoci qualche centinaio di migliaia di euro. Che tutto è stato possibile perché i soliti noti, manovrando tra amministratori e dirigenti di vari enti pubblici, nel caso specifico COTRAL, Comune di Rieti e ASI, dai quali percepiscono tra l’altro compensi e incarichi, riescono ad ottenere tutto e il contrario di tutto, senza spazio per nessun altro. Tutto questo a Rieti accade ormai da decenni ed è diventato più grave nei diciotto anni di governo della destra reatina che ha perfezionato il sistema. Insomma ancora una volta ha trionfato quella che io chiamo la Mano Nera, cioè quella rete di interessi che soffoca la città fin dalla prima repubblica e che se ne infischia dei cambiamenti. Riesce a riciclarsi sempre. Nacque subito dopo il dopoguerra ai tempi delle amministrazioni di sinistra, proseguì con il primo centro-sinistra, quello con i soli socialisti, e con il secondo, quello anche con i comunisti, della prima repubblica, è stata perfezionata con la destra dal 1994 ad oggi e ora cerca di proseguire con la Giunta PD-SEL.
 
Per ora sembra che il Sindaco voglia fare sul serio. Possiamo crederci?
Intanto proprio ieri i sindacati, che a Rieti hanno sempre giocato un ruolo equivoco, più al servizio dei propri dirigenti che dei lavoratori che dovrebbero tutelare, si sono schierati a favore del COTRAL, loro che avrebbero il dovere di tutelare i pendolari che sono i lavoratori più svantaggiati, anziché coprire le mene poco chiare dei dirigenti del COTRAL. Orazio De Paola, dopo l’intervista, mi ha dichiarato che un anno fa, mentre effettuava le indagini, portò a conoscenza di tutti e tre i sindacati quanto aveva scoperto, ma mai nessuno si è peritato di cercar di capire perché la realizzazione del deposito del COTRAL era in attesa da dieci anni, pur essendo stato acquistato il terreno. E’ noto anche ai più sprovveduti che i dirigenti sindacali reatini sono strettamente legati ai partiti politici e a tutti gli amministratori dei vari enti pubblici che dai partiti sono nominati. Recitano la parte i commedia da sempre, tengono bordone, come si suol dire, tenendo a freno la base che viene accontentata ogni tanto con qualche “caramella”.
 
Ora qualcuno si è anche ricordato che, nel luogo nel quale il comune ha rilasciata la licenza per la costruzione del deposito del Cotral, qualche tempo fa c’era la cava di breccia di Quintili, che successivamente è stata riempita alla meno peggio e bisognerebbe verificare con che cosa. Tutto questo all’ASI non importa niente, e il presidente Ferroni e l’arch. Trilli che operano insieme dal 1977, quando Ferroni era assessore all’urbanistica del comune di Rieti e Trilli il dirigente del suo ufficio, lo dovrebbero sapere bene. Ma all’ASI queste cose non interessano, forse perché Trilli è oggi il progettista del deposito da realizzare?! Ma si sa, a Rieti tutto è sempre stato possibile, alla faccia di tutti noi, perché c’è sempre stata una connivenza tra interessi di coloro che gestiscono la cosa pubblica e alcuni furbi, anche con la connivenza di partiti e sindacati che dovrebbero essere i primi a chiedere trasparenza, invece accade il contrario. E anche questa volta la storia si ripete nel silenzio tombale di tutti, compresa l’opinione pubblica che è disposta a subire tutto, pur di vedere soddisfatti i propri piccoli interessi individuali, quando si verifichino.

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".