Il crepuscolo dei partiti

Sta accadendo in Italia quello che è accaduto nell’URSS ai tempi di Gorbacev. Il sistema politico sovietico di stampo comunista...

Sta accadendo in Italia quello che è accaduto nell’URSS ai tempi di Gorbacev. Il sistema politico sovietico di stampo comunista è imploso come per incanto lasciando di stucco anche gli stessi cittadini sovietici che francamente non se l’aspettavano e che comunque non vi erano preparati.
Il sistema sovietico cadde perché i gerarchi, tutti intenti a conservarsi e spartirsi il potere, non si resero conto di quel che accadeva nel mondo e nello stesso paese da loro governato.
Non ne comprendevano più le necessità e i problemi perché rimasti ancorati a schemi e metodi politici ormai obsoleti, comunque non più rispondenti ai nuovi tempi.
La novità fu che per un cambiamento epocale non fu necessaria una rivoluzione cruenta, come era stata necessaria per instaurare il sistema comunista nell’impero russo.
Qui da noi sta accadendo la stessa cosa. Il sistema dei partiti che ha retto l’Italia dalla nascita della Repubblica fino ad oggi è ormai in agonia da tempo. Esso sopravvive per accanimento terapeutico praticato in particolar modo da un certo Berlusconi che ne ha bisogno come il pane per potersi salvare dalla ormai incombente fine rovinosa. Ma a questo accanimento contribuiscono tutte le altre forze politiche tradizionali, guidate da uomini la cui cultura politica è rimasta ferma ai metodi del secolo scorso e che non se ne sanno liberare.
La prova provata che siamo alla implosione finale è ciò che sta accadendo in questi giorni, dopo le elezioni, con la formazione del nuovo governo.
L’elettorato, stufo di essere stato preso per il sellino in questi ultimi venti anni con promesse non mantenute e con un cumulo di bugie condite da strafottenza, volgarità e “mignottate” della peggiore specie in barba alle più elementari regole della moralità pubblica, ha votato nella misura del 25% la lista del M5S con il dichiarato scopo di dare un segnale evidente che di costoro non ne vuole sapere più niente.

Grillo, Casaleggio & C., coerentemente con il mandato ricevuto, non hanno inteso accogliere l’invito fatto loro da Bersani perché non si fidano di questa gente. Essi hanno ricevuto il voto per portare novità vera nel panorama della politica italiana, se avessero accettato l’invito di Bersani ne avrebbero dovuto condividere sistemi e metodi di governo. Bersani & C. promettono da venti anni che avrebbero fatte le riforme necessarie a questo paese per migliorare la situazione delle istituzioni e della economia, hanno avuto anche per vari anni la responsabilità del governo, ma non hanno mai fatto quello che avevano promesso, anzi sottobanco hanno consentito a Berlusconi non solo di sopravvivere, ma addirittura di ingrassarsi alle spalle della parte più debole della popolazione.
Avrebbero potuto metterlo con le spalle al muro, ma non lo hanno fatto per interesse dei vari D’Alema, Veltroni, Prodi ecc…che di volta in volta hanno lucrato posizioni personali di vantaggio.
Il M5S, fidandosi di Bersani, avrebbe tradito il mandato elettorale ricevuto. Ora si cerca di scaricare su di loro la responsabilità della mancata formazione del governo. Ciò si fa perché non si vuole fare autocritica e si vuole continuare sulla strada di sempre. Magari con la trappola della attrazione del potere, puntando su presunte debolezze degli eletti del M5S.
Ora siamo all’impasse. Berlusconi persegue un solo obiettivo, quello di salvarsi ad ogni costo dalle conseguenze di processi generati solo ed esclusivamente dai suoi comportamenti illegali e non dalla protervia dei giudici, come egli stesso e i suoi “sgherri” vanno cianciando ogni giorno. A lui dei precari e dei disoccupati non gli e ne può fregare che niente!
Il PD è dilaniato all’interno dalle ambizioni sfrenate di professionisti della politica che non intendono mollare e che vogliono vivere di rendite di posizione. I “precari” e i “disoccupati” sono parole che servono solo per esercizi labiali.
Monti, dopo la fase iniziale nella quale aveva acceso molte speranze nelle persone per bene, si è perso dietro i giochetti dei vari Casini, Fini, ecc.. che rappresentano il peggio del peggio del passato. Il suo governo è stato infarcito di gente di nessuna affidabilità, gente che aveva fatto carriera nello stato “leccando” a destra e sinistra, spacciati come grandi servitori dello stato. Il ministro degli esteri ci ha esposto alla peggiore brutta figura di tutta la vita repubblicana per compiacere Berlusconi!
Ora è chiaro che questa gente è destinata a scomparire. L’implosione del sistema è già in atto, come lo fu in URSS nel periodo di Yelsin, subito dopo Gorbacev. E’ solo questione di breve attesa.
Quel che consola è che questa volta ci ha pensato il popolo a dare la prima spallata e presto arriverà quella definitiva perché questi processi tardano a mettersi in moto, ma quando sono cominciati non li ferma nessuno.

Questa mattina Napolitano, uno dei pochi vecchi politici italiani ancora non privo di buon senso, che predica invano da sette anni richiamando i suoi colleghi a comportamenti virtuosi, ha dovuto prendere atto che costoro non sono più nemmeno in grado di esprimere un governo, pur tanto necessario al paese. Si sono messi in un tal vicolo cieco perché per paura delle conseguenze elettorali non sono in grado di fare un governo collaborando tra loro.
Il fatto è che fino ad oggi hanno vissuto su una finta contrapposizione che però non può essere abbandonata per non essere smascherati definitivamente.
Così il Presidente della Repubblica, non potendo sciogliere le camere perché nell’ultimo semestre del suo mandato, ha congelato l’incarico conferito a Bersani per la formazione del nuovo governo, ha ribadito che finché non ci sarà il nuovo, quello vecchio presieduto da Monti è validamente in carica, anche perché non sfiduciato, e ha preso tempo con la nomina di una commissione che elabori una piattaforma di programma da sottoporre ai pariti, ma soprattutto per consentire la nomina del nuovo Presidente della Repubblica il solo che, nel caso persista questa situazione, potrà sciogliere le camere e ridare la parola al popolo italiano.
In altre parole Napolitano, pur rimanendo al suo posto fino all’ultimo giorno, se ne è lavate le mani.
Quale la prova migliore che il sistema ormai non regge più!? Andiamo avanti con le toppe. Napolitano è stato costretto ancora una volta ad affidare l’Italia al prestigio europeo di Mario Monti per tenere a bada i mercati finanziari, personaggio anche lui ormai al limite della credibilità e, da buon napoletano, si è rimesso a San Gennaro perché con il suo celebre miracolo dia la forza a tutti costoro di fare mea culpa, mea culpa, mea culpa, anziché scaricare la colpa su Grillo e il M5S che sono completamente estranei alle cause che hanno generato questa situazione abnorme.
Malgrado tutto, Buona Pasqua

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".