Il governo degli inciuci

L’Italia saluta il Governo Letta il giorno della “Festa del non lavoro”, (sfido chiunque ad affermare che il 1 maggio...

L’Italia saluta il Governo Letta il giorno della “Festa del non lavoro”, (sfido chiunque ad affermare che il 1 maggio sia ancora la festa del lavoro). Fino a ieri c’era nel Paese un clima di disperazione. Non appena il giovane politico incaricato da re Giorgio è riuscito a mettere insieme il PD dello smacchiagiaguari, (di cui fino a ieri era vice segretario insieme al Franceschini ora ministro, che sono gli unici premiati della ditta Bersani, entrambi democristiani), e il PDL del “Berlusca”, tutto il coro della stampa nazionale ha fatto passare il messaggio che ormai il pericolo è cessato e che ogni problema sarà risolto!
Una specie di miracolo di San Gennaro fatto dopo lunghi anni di attesa a causa dell’avarizia del santo.
Ora tutto ciò che non è stato fatto in questi ultimi venti anni sarà miracolosamente fatto da Enrico Letta & C., il capo del più democristiano dei governi varati dal Parlamento italiano a partire dal 1994. Fateci caso. E’ tutta gente che viene dal mondo democristiano della prima repubblica. Unica eccezione Emma Bonino, ma di Emma parleremo dopo.

Ieri la fiducia e oggi subito la litigiosità di sempre comincia a far sentire i suoi effetti. Berlusconi, nel tentativo di fagocitare l’intera compagine dei sostenitori di Letta, ha fatto sapere che, se non si farà come vuole lui, il PDL ritirerà la fiducia. Per dare soddisfazione agli elettori che lo hanno rivotato con la solita promessa dell’ultimo momento vuole l’abolizione dell’IMU sulla prima casa. Quella stessa tassa che è stata introdotta dal governo Monti con il voto di fiducia di Berlusconi & C. Tutti sappiamo che l’abolizione della tassa sull’IMU significherà costringere i comuni ad azzerare i servizi (pensate, mentre lo Stato incassa i soldi del gioco d’azzardo perché l’Italia è diventata una bisca, ai comuni è lasciato l’onere di assistere i ludopatici che tali sono diventati a causa dello Stato biscazziere!)
Ma a Berlusconi interessano solo i suoi elettori. Intanto fino a ieri ha proclamato che non si poteva fare un governo che non tenesse conto di tutti, solo che, ottenuto il suo scopo, se ne frega e torna al solito metodo della fagocitazione.
I maggiori responsabili di questa situazione sono i cento parlamentari del PD che hanno fatto mancare i loro voti a Prodi, sono gli stessi che inciuciano da decenni con Berlusconi, facendo finta di combatterlo, in nome di una real politik che tende a soddisfare solo i loro interessi personali. Ufficialmente secondo loro la colpa è del M5S che, contrariamente a loro, è reo di essere stato coerente con quanto affermato in campagna elettorale. Ma si sa, la coerenza in Italia non è un pregio, e nemmeno solo in politica.
Prodi non avrebbe mai consentito una cosa del genere, i cento lo sapevano e lo hanno impallinato vigliaccamente nel segreto del voto. Lo smacchiagiaguari Bersani non si poteva esporre di più, così è corso da re Giorgio per far incoronare i suoi due vice segretari democristiani. L’accordo era certamente precedente. Ha tardato a concretizzarsi solo perché bisognava scaricare la responsabilità sul M5S e così è stato.
Il risultato è stato che ora al Governo di quel che resta della sinistra storica non c’è più nessuno e si è tornati ai governi di centro-destra della prima repubblica. Per verità i politici della sinistra storica italiana hanno fatto harakiri da tempo e la povera gente non sa più a che santo votarsi.
Tanto per fare cose nuove, i ministri anziché 18 sono diventati subito 21, e oggi è subito scoppiata la “grana” dei sottosegretari e staremo a vedere come va a finire.
Ma queste sono quisquilie. Le cose serie sono le riforme necessarie e il rilancio dell’economia. Poi c’è la riforma della legge elettorale e il conflitto di interessi. Questi sono i quattro punti cruciali per il rilancio del Paese. Letta ha inserito questi punti nel programma del Governo. Ma già è iniziata la loro silenziazione, specie del conflitto di interessi, che è sparito da giorni dalle pagine dei giornali. Quel che importa è l’IMU perché al popolo bue basta solo un piatto di lenticchie!

Cosa c’entri in tutto questo Emma Bonino anche il più accanito dei suoi nemici non lo riesce a capire. Di Emma si può dire tutto, ma certamente non si può dire che la sua storia politica abbia a che fare con queste “robe”. Emma è l’unico politico di caratura internazionale che può vantare l’Italia. E’ al di fuori e al di sopra di ogni sospetto. Non si presterà mai a inciuci di sorta. Difende con coerenza le proprie scelte politiche di radicale militante e di atlantista rispondendo con i fatti alle critiche dei suoi detrattori ai quali non piacciono. Ma in politica questo è legittimo. Certamente la sua scelta da parte di re Giorgio non obbedisce a logiche di inciuci.
Ma appunto per questo io non capisco che c’entri con questo governo Letta. Forse ha accettato solo perché in buona fede intende dare una mano, come sempre ha fatto nei decenni scorsi.
Ma gente come Emma non può essere lasciata in pasto di coloro stessi che hanno impallinato Prodi. Quelli sono capaci di impallinare perfino se stessi!

Super Mario commise l’errore di credere che Berlusca e Bersani lo avessero chiamato veramente per salvare l’Italia che loro avevano affossato. Ne è uscito totalmente sputtanato. Oggi poteva essere presidente della Repubblica, invece l’altro ieri non ha ricevuto nemmeno l’onore delle armi.
Questa gente ti usa e ti getta. Così ora, mentre Emma correrà in tutto il mondo per fornire all’Italia un volto presentabile, a casa si parlerà solo di IMU, si penserà solo agli interessi di Berlusconi, si farà finta di tentare di risanare con provvedimenti non provvedimenti e tutto rimarrà come prima.
Se ci pensiamo bene è ciò che è accaduto con il governo Monti voluto e appoggiato dalle stese forze che ora sostengono Letta. L’Italia è il paese dove fin dai tempi dei Savoia cambiano solo le insegne dei sali e tabacchi. Mi sbaglierò, ma vedrete che anche questa volta sarà lo stesso.
Per sperare di cambiare bisogna cambiare il casting, ma gli attori di re Giorgio sono sempre gli stessi! L’elettore si deve mettere in testa che solo mandando a casa questa gente con il voto riuscirà a riprendersi il timone della barca democratica.

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".