Il metodo mafioso

Nel mio ultimo articolo gli eventi politici di questi ultimi tempi mi avevano indotto ad evidenziare come Grillo abbia introdotto...

Nel mio ultimo articolo gli eventi politici di questi ultimi tempi mi avevano indotto ad evidenziare come Grillo abbia introdotto in Italia il “metodo comico”. Quello che è accaduto invece in questa settimana mi induce a palare del “metodo mafioso”, quello introdotto da tempo nella vita politica italiana con la complicità della classe politica, ma che ci si ostina a non vedere.
La mafia, quella che infesta ormai tutta l’Italia con espansione dal sud, per tenere sotto controllo un territorio usa il mezzo della intimidazione, del ricatto e della paura. Così riesce ad ottenere ciò che vuole.
L’unica forza che può opporsi a tutto questo è lo Stato, quello con la S maiuscola. E’ solo lo Stato che ha i mezzi per poter mettere in campo una rete di protezione capace di reagire ad una presenza così ingombrante in un territorio.
Lo stato è controllato dai politici. In un paese a democrazia occidentale, “politici” sono coloro che il popolo elegge in sua rappresentanza. Alleandosi con buona parte di essi la mafia è riuscita ad espandersi in tutto il territorio nazionale.
Per fortuna ancora non tutti i politici sono collusi con la mafia o addirittura mafiosi. Ce ne sono però un buon numero che in nome di non si sa bene quale pace sociale sono tiepidi, non sanno reagire. Ed è su questi che la mafia conta per la conquista definitiva dello stato.
Un esempio di tiepidezza si è verificato durante questa settimana a Milano. Durante uno dei tanti processi che vedono imputato Berlusconi, un gruppo di parlamentari e di agit-prop del cavaliere ha fatto irruzione in tribunale minacciando “sfraceli” contro la magistratura, rea di perseguitare il loro amato benefattore.
Se un qualunque gruppo di cittadini si fosse permesso di fare una cosa del genere in un qualunque tribunale della “repubblica” italiana, sarebbe subito intervenuta la polizia, che espleta un servizio d’istituto fisso in tutti i tribunali, ed avrebbe arrestato i manifestanti, quantomeno per offesa alla corte. E’ appena il caso di ricordare che il motivo della gazzarra dichiarato dal deputato Alfano era dichiaratamente per protestare contro la magistratura che perseguitava il loro capo.
La polizia sarebbe dovuta intervenire d’ufficio, e in carenza di intervento avrebbe dovuto essere chiamata dal magistrato che presiedeva il collegio giudicante.
Ma ciò non è stato. Evidentemente chi avrebbe dovuto non se l’è sentita di affrontare deputati in carica del nostro parlamento.
Le cronache registrano che per molto di meno la polizia ed i carabinieri arrestano manifestanti che invadono una strada o che cercano di occupare un cantiere, anche quando questo è abusivo e aperto in violazione della legge.
Alfano & C. invece hanno ricevuto un trattamento di favore. Sono stati tollerati, come se nulla fosse accaduto. Due pesi e due misure.
I partiti della sinistra per molto di meno sono stati capaci di organizzare nel passato grandi casini. Basta un nonnulla per gridare al lupo e gli intellettuali di sinistra, ma di recente anche quelli di destra, sono subito pronti a firmare appelli in nome del rispetto de principi della Costituzione!

Ma per il fatto di Milano niente di niente.
Il Presidente della Repubblica, anziché intervenire con decisione in difesa della magistratura della quale presiede il CSM, ha addirittura ricevuto Alfano che prima di salire sul Colle ha lasciato intendere che avrebbe chiesto provvedimenti contro i magistrati rei di perseguitare il loro capo. Al termine dell’incontro un comunicato della presidenza che cercava di mettere una pezza sullo strappo in nome di un patetico “volemose bene”.
Così il metodo mafioso della intimidazione e della paura è riuscito ad esprimere il suo potere al massimo dei livelli, più in alto di così certamente non si potrà mai andare nemmeno in futuro!
A questo punto è arrivata una dichiarazione di Grillo che ha stigmatizzato questo comportamento e ha richiamato chi di dovere alla difesa della Costituzione. Ne è seguita una dichiarazione dei gruppi parlamentari del M5S che, in caso di richiesta di arresto di Berlusconi da parte della magistratura per ipotesi di reato per le quali ne ricorra la fattispecie, si sono dichiarati disponibili a votarla in Parlamento.
Poi sono arrivate anche le prese di posizione di Bersani & co. con ciò dimostrando che oggi sta più a cuore la sopravvivenza del loro partito che la difesa delle istituzioni.
Ieri il PD ha preso possesso delle presidenze di Camera e Senato. I mass media hanno diffuso un sacco di belle parole. La giovane Boldrini è sembrata voler rivoluzionare l’Italia con proclami d’alta risonanza. La presidenza del Senato è andata ad un professionista dell’antimafia.
Molti gridano al grande cambio. Come al solito una sbornia di belle parole che ci sentiamo ripetere da decenni.
Ora vedremo in che modo camera e senato, quando avverranno fatti gravi contro la costituzione, che viene violata sistematicamente da sessant’anni con la complicità di tutti i parlamentari, saranno capaci di dimostrare che tutte queste chiacchiere diventeranno fatti concreti in difesa delle istituzioni. E magari varare provvedimenti capaci di modificare l’andazzo generalizzato di lasciare che le istituzioni si logorino con il far finta di non vedere.
La democrazia non si difende con le tiepidezze e con i compromessi, la si difende isolando e condannando chi ne fa scempio tutti i giorni infischiandosi delle sue leggi e sfruttando la parte più debole della cittadinanza per arricchirsi smodatamente.

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".