Il trionfo dell’ipocrisia

Ho appena finito di assistere alla parata del giuramento del nuovo (?) Presidente della Repubblica. Il quasi novantenne Giorgio Napolitano...

Ho appena finito di assistere alla parata del giuramento del nuovo (?) Presidente della Repubblica. Il quasi novantenne Giorgio Napolitano ha pronunciato un discorso di insediamento al limite della parodia. Ha elencato tutte le inadempienze del Parlamento rispetto alle necessità del paese, a cominciare dalla riforma elettorale, per poi passare ad elencare tutto ciò che chiede al Parlamento da almeno cinque anni, senza che mai un suo suggerimento sia stato accolto. La cosa buffa è che ad ogni inadempienza ricordata da Napolitano seguiva una ovazione di almeno due terzi del Parlamento con applausi da stadio per sottolineare che egli aveva ragione.
Una presa per il sellino indegna di un paese civile. Coloro stessi che sono oggetto di rimprovero, si abbandonano ad una manifestazione di approvazione contro se stessi! Poi dicono che gli incongruenti sono coloro che invece si sono astenuti dall’applaudire.
Il fatto è che oggi i politici hanno perso del tutto la loro dignità di rappresentanti del popolo, primo perché sono designati da burattinai che li ricattano asservendoli ai loro scopi, secondo perché hanno perduto ogni rispetto di se stessi pur di rimanere sul “cadreghino”.
E la cosa più grave è che è in corso un tentativo di far passare coloro che sono stati mandati dall’elettorato in Parlamento perché questa storia abbia un termine, come insensibili al richiamo delle proprie responsabilità.
Dopo questa farsa di rimproveri applauditi dagli stessi rimproverati, Napolitano ha annunciato con chiarezza che ora darà l’incarico per un governo delle larghe intese che, secondo il quasi novantenne presidente, avrà il compito di fare ciò che non è stato fatto in questi ultimi anni e che tutti ritenevano e ritengono necessario.
E, se ciò non accadrà, questa volta arriveranno le proprie dimissioni, ha detto testualmente che ne trarrà le dovute conseguenze. E giù quasi tutti ad applaudire con energia.
Ha detto anche che, poiché l’elettorato ha votato come ha votato, bisogna fare un governo delle larghe intese che comprenda Berlusconi. Per dirla a chiare note, ora si verificherà di nuovo la stessa situazione del governo Monti, infatti quel governo, chiamato di tecnici, che cosa era se non un governo delle larghe intese sostenuto da vecchi nemici? Cambierà il nome del presidente del consiglio dei ministri, cambierà il nome del governo, ma la sostanza rimarrà sempre la stessa anche perché Monti ne farà parte o come ministro o come capo della delegazione della Lista civica che ne farà certamente parte.
Chi è quel gonzo che crede che un governo del genere farà quello che il governo Monti dei cosiddetti tecnici non ha potuto fare? Credo il solo Napolitano!
Chi ne gode per ora è il solo Berlusconi che, dopo il casino creato dai franchi tiratoti del PD contro Marini e Prodi, è il solo vincitore delle elezioni. Berlusconi ha interesse a tirare a campare per pararsi il c…dai processi, figuratevi se farà fare una legge elettorale che gli toglie il potere di nominare i suoi servitori o se si occuperà del lavoro o della povera gente!
Il PD in qualche mese si scioglierà come la neve al sole di aprile e maggio, Monti si preoccuperà solo di tutelare gli interessi delle banche e dei poteri forti, e chi s’è viso s’è visto.
A quel punto vedremo se Napolitano, in un sussulto di orgoglio, avrà veramente il coraggio di tornarsene a casa.
Intanto Berlusconi se la ride e i corifei della stampa nazionale sono tutti intenti a celebrare il grande ciambellano del trionfo dell’ipocrisia.

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".