La mano nera ha fatto il pieno

Martedì scorso il Consiglio comunale di Rieti ha approvato i Bandi per la realizzazione dei Piani Integrati Ho seguito in...

Martedì scorso il Consiglio comunale di Rieti ha approvato i Bandi per la realizzazione dei Piani Integrati

Ho seguito in questi ultimi giorni il dibattito che ha portato all’approvazione dei bandi relativi ai Piani Integrati del comune di Rieti. Avevo già espresso il mio parere su alcune contraddizioni manifeste di certe dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica proponente Costini. Purtroppo avevo ancora una volta ragione. Ma la “colpa”, se così si può definire, non è solo di Costini, bensì del sistema sostenuto con pervicacia da molti anni da parte di tutte le forze politiche, tranne qualche rara ed isolata eccezione, in una chiara combutta che io chiamo da anni la “mano nera”.
Ma vediamo come ciò in effetti si realizza, coperto da una marea di chiacchiere e di affermazioni di principio vuote, tese a coprire solo lo stravolgimento delle leggi esistenti.
Ma cerchiamo di capire meglio. La politica urbanistica dell’era contemporanea parte dalla legge dei suoli, la cosiddetta legge Bucalossi del 1970 che disciplinò in modo serio l’uso dei suoli a fini urbanistici. Era una buona legge che prevedeva lo esproprio a prezzi di mercato di tutte le aree che necessitavano per la realizzazione dei Piani regolatori approvati dai comuni.
Essa venne pensata e approvata nel presupposto che spettasse ai consiglieri comunali, in rappresentanza di tutta la città, a stabilire come e in che maniera la città dovesse espandersi.
Da allora, come è nel costume nazionale, è iniziata tutta un’azione di sabotaggio di tale legge da parte dei Comuni con le scuse più meschine. La causa va ricercata nella esistenza di un patto scellerato che sussiste tra i proprietari delle aree e le imprese edilizie con i partiti, o con i vari spezzoni nei quali essi si articolano, e con la struttura operativa dei Comuni che, manovrando con spregiudicatezza, rendono vana ogni più volenterosa azione di legalità.

Vediamo il comune di Rieti. Vent’anni fa circa si ritenne che il PRG della città fosse da rivedere ed adeguare alle mutate esigenze del tempo. Da allora l’iter di quel Piano è stato ad arte rallentato i modo tale che ancora non è arrivato al traguardo.
Intanto le cose sono andate avanti a colpi di lottizzazioni proposte dai privati, con i quali è avvenuta una contrattazione tra i proponenti ed i padroni del vapore urbanistico del comune a seconda del momento. Si è approfittato di qualsiasi spiraglio aperto da leggi nazionali o regionali per introdurre ogni tipo di variante a ciò che era previsto nel Piano.
L’ultimo di questi spiragli è la L.R. 21 che consente la approvazione di Piani Integrati. L’art. 8 di questa legge prevede che per alcune zone compromesse ed incomplete sia possibile approvare una urbanizzazione di completamento a sanatoria.
E’ chiaro che questa legge si riferisce a zone limitate, nelle quali è giusto includere magari le aree ex industriali abbandonate come lo ex zuccherificio, la ex Montecatini e la ex Snia.
Ma se voi controllate la delibera approvata dal consiglio comunale di martedì scorso vi accorgete che non di aree limitate si tratta, bensì di inclusione di fatto in un “nuovo” PRG di ben quattro zone, definite ambiti, che prevedono la urbanizzazione a macchia d’olio di una considerevole superficie di aree che cingono l’attuale struttura urbanistica della città di Rieti.

In sostanza un nuovo PRG che si mangia di getto quello in via di perfezionamento approvato circa quindici anni fa. E guarda caso sono tutte aree per le quali la fame di case e negozi da parte degli speculatori edilizi richiede interventi con proposte di intenzione da anni. Sono quelle di viale Matteucci, dove oggi c’è una recinzione a rete metallica, nella quale avrebbe dovuto sorgere un parco urbano approvato nel 1977 per il quale lo stesso Cicchetti concorse a raccogliere le firme, poi invece disatteso nel periodo nel quale egli era sindaco, la zona annonaria che tutto è meno che annonaria, l’Asse ferroviario e Porta d’Arci, e le Frazioni, con interventi che comprendono anche una larga fascia di territorio che amplia notevolmente l’ambito di edificabilità.
Da ultimo le aree ex industriali per le quali si disputa da oltre quarant’anni e non si è mai giunti ad una soluzione perché non sono stati accontentati tutti i vari appetiti di coloro che concorrevano alla approvazione, ma anche qui non ci si limita alle sole ex aree industriali perché vi sono state incluse anche le aree limitrofe come tutto il Molino della Salce, parte di via Chiesa Nuova e ciò che rimane della Madonna del Cuore.
Per viale Matteucci e la Zona annonaria si è inclusa la ex Fornace Fronzetti, da demolire e sostituire con 1677 mq. di immobili, L’Ater vorrebbe costruire appartamenti sull’area di viale Matteucci oggi adibita a parcheggio, Taraborelli vorrebbe costruire 1743 mq. a destra prima del ponte Giovanni XXIII davanti al consorzio di bonifica, La Garden 4 o 5 piani di case residenziali nell’area di recente recinta in fondo a viale Matteucci che nel 1977 fu individuata a parco e che, grazie al sindaco dell’epoca Giovannelli, è stata restituita alla speculazione edilizia mentre sulla via Salaria per Roma si richiedono immobili da adibire ad attività commerciali.
Per l’area ferroviaria e Porta d’Arce si profilano all’orizzonte varie palazzine all’angolo della via che porta ai Cappuccini, il Cotral vorrebbe costruire al posto del deposito edifici a scopo commerciale e direzionale, negli ex immobili della azienda Potenziani, sempre all’angolo della via Salaria a Porta d’Arci, sono richiesti immobili residenziali e per il fitness, il distributore dell’AGIP vuole migliorare, naturalmente con nuovi immobili, più verso Villa Reatina è richiesto un villaggio ecologico(?) con villini bifamiliari, un aumento di cubatura è richiesto anche per l’Hotel Blu.
A Vazia vengono richiesti 60.000 mq. nuovi con dieci edifici subito dopo la rotonda posta all’incrocio verso il Terminillo. Ancora richieste di cubature sostanziose vengono richieste per Poggio Fidoni, Maglianello Basso. Dulcis in fundo un parco (?) di villini anche nella Piana reatina.
E badate bene tutti questi possibili interventi verranno concessi senza aver programmato alcuna infrastruttura di servizio, come viabilità e quant’altro. E’ ciò che sta avvenendo intorno alla SS.salaria 4 bis per il Terminillo, dove gli interventi della 167 presto renderanno quella via un imbuto da percorre con tempi “romani”.

Ora per queste aree sono stati approvati i bandi per le proposte degli interventi. E’ chiaro che coloro che hanno già avanzato proposte di intenzioni parteciperanno al bando e, dalla lettura dei precedenti, emerge chiaramente che tutta la cinta cittadina periferica odierna sarà completata ad una percentuale elevatissima di nuovi appartamenti, negozi, uffici e immobili da mettere a rendita parassitaria con alti affitti che dovranno essere sborsati anche da coloro che vorranno utilizzarli per attività produttive.
Nei bandi approvati, per salvare la faccia si è introdotta una leggera modifica delle percentuali di intervento rispetto alle intenzioni manifestate a favore degli immobili da adibire ad attività produttive e si sono inserite percentuali irrisorie per immobili da adibire ad attività di supporto alla economia, alla cura dell’ambiente come il verde, o ad attività ludiche e sportive, e all’attività fieristica e culturale delle quali la città di Rieti avrebbe molto bisogno, atteso che fino ad oggi si sono costruite solo case di abitazione e negozi, per non parlare dei capannoni industriali diventati supermercati.
Gli argomenti portati a giustificazione del voto favorevole sono sempre i soliti: la necessità di una politica del fare in contrapposizione alla politica del no e la necessità di giovare all’economia cittadina. Niente di più non rispondente al vero.
Nessuno contesta, né tanto meno chi scrive, la politica del fare come questione di principio. Una buona amministrazione ha il dovere di “fare”, se non altro quello che ha promesso in campagna elettorale. La destra sta al potere al comune di Rieti dal 1994, cioè da 17 anni. Se avesse voluto uno sviluppo della città ordinato e aderente agli interesse di tutti, avrebbe potuto muoversi su direttrici di piano e non con provvedimenti occasionali approfittando del caos legislativo nazionale favorendo le lottizzazioni proposte dai privati. Avrebbe dovuto aprire un dibattito nella città per verificare quale città volevano i cittadini, avrebbe dovuto individuare la vocazione delle varie zone e decidere in armonia e coerenza anche nel rispetto delle direttive del nuovo PRG dalla stessa varato. La pressione della politica del fare serve solo a rafforzare l’esigenza di favorire i proprietari delle aree oggetto dei Piani Integrati.

L’esigenza di mettere in moto un processo economico favorevole alla città è chiaramente una bufala. L’edilizia nel comune di Rieti non incide minimamente sulle tasche della stragrande maggioranza della popolazione. Essa non è stata mai interrotta, tutt’ora sono in costruzione una valanga di appartamenti sulla via Salaria per il Terminillo e altrove. Si tratta di un tipo di lavoro che non incide sulla occupazione. Vi lavorano per lo più extracomunitari in nero e i materiali spesso vengono acquistati in bocco nelle fabbriche per risparmiare sul prezzo.
Questi nuovi immobili serviranno solo ad aumentare le rendite parassitarie degli stessi speculatori che continueranno ad arricchirsi alle spalle di chi ha bisogno di casa, in particolare delle giovani coppie che saranno costrette ad indebitarsi per tutta la vita per pagare i mutui, o a sacrificare parte sostanziosa del loro reddito per pagare affitti salati. E contribuiranno a tenere alti i prezzi delle merci nei negozi che saranno costretti a pagare fitti elevati. Quindi anche i benefici commerciali sono relativi.
Non capisco come la CGIL, che è intervenuta nel dibattito di questi giorni, possa aver licenziato un comunicato nel quale si è vantata di aver sollecitato l’impatto del lavoro dei Piani Integrati!
Sono gli argomenti di sempre usati da chi vuole ammantare le proprie decisioni con argomenti di natura populista per trarne vantaggi di parte.
Ora mentre la destra, approvando questi Piani Integrati fa il suo mestiere al servizio di coloro che ne sono i principali sostenitori, non si comprendono i comportamenti di alcuni consiglieri eletti da elettori di centro sinistra che si sono convertiti a questa politica del “fare” in nome di un presunto interesse della città che invece si identifica solo in quello degli speculatori.
Tigli e Paggi, il primo di origine comunista ed il secondo di origine socialista, hanno fatto un vanto del loro voto a favore di una tale “marmellata”. Se i loro genitori uscissero dalla tomba, ne vedremmo delle belle!
Inoltre qualche consigliere, dopo aver fatto finta di criticare, al momento del voto si è squagliato ed ha tenuto a far registrare che era assente alla votazione. Si fa così in consiglio comunale quando i consiglieri che si squagliano hanno interessi personali nella delibera che si deve votare e ci tengono a far segnalare che erano assenti per evitare eventuali accuse di interesse privato in atti d’ufficio!
Quelle aree sono tutte in mano ai soliti di sempre. Ora i consiglieri che hanno votato a favore hanno aperto la strada perché la “mano nera” completi il suo piano di affossamento di ogni sviluppo della città secondo criteri di rispetto delle esigenze e degli interessi della collettività a solo beneficio dei soli pochi di sempre.
E’ così che vanno le cose nell’anno 2011!

foto: www.gratiscasa.it

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".