Quella fogna a cielo aperto di Passo Corese

Il Polo della logistica di Passo Corese (Fara Sabina), assurto alle cronache nazionali con la trasmissione di Report di qualche...

Il Polo della logistica di Passo Corese (Fara Sabina), assurto alle cronache nazionali con la trasmissione di Report di qualche mese fa, è una continua causa di inquinamento della politica e questa volta ha superato se stesso diventando un mezzo per coloro che lo hanno voluto e continuano a volerlo per consumare vendette contro coloro che lo avversano.
Ma procediamo con ordine. Le elezioni regionali del 2010 consentirono l’accesso nel parlamentino della Regione Lazio di due consiglieri radicali: Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. A tale elezione concorsero anche, con notevole apporto percentuale, i due candidati del collegio di Rieti Paolo Campanelli e il sottoscritto.
La elezione dei due consiglieri regionali radicali ha consentito di iniziare dall’interno della istituzione un’azione di trasparenza politica che durante le legislature degli ultimi presidenti di sinistra e di destra era scomparsa e aveva generato una gestione delle spese pubbliche a dir poco “scialacquatoria”.
Rossodivita e Berardo, dopo aver dato l’esempio con la pubblicazione on-line delle spese del loro gruppo, a forza di insistere sono riusciti a far passere la norma della pubblicazione dei rendiconti delle spese regionali, e di quelli dei gruppi dei consiglieri regionali.
Tutti sanno che, sull’esempio di ciò che avviene in Parlamento, i gruppi consiliari della Regione, ma anche quelli delle Province e dei comuni, ricevono delle somme di denaro pubblico per il loro funzionamento.
Questi fondi fino ad oggi sono stati gestiti senza alcun controllo e sono serviti per lo più a finanziare attività di propaganda a favore dei consiglieri eletti e della loro parte politica, in più di qualche caso anche a finanziare attività godereccia personale e ad acquistare oggetti e autovetture a nome dei singoli.
Da ciò la resistenza ad oltranza nei confronti della pubblicazione dei rendiconti, che però Rossodivita e Berardo sono riusciti a vincere, anche perché lo scandalo nazionale su questi argomenti ormai dilaga come un fiume in piena e speriamo che, come al solito, non trovi ancora una diga che lo blocchi di nuovo senza aver generato delle conseguenze concrete.

Dalla lettura di questi rendiconti ne sono venute fuori di tutti i colori. Tutti i Gruppi hanno gestito con gli stessi metodi questi fondi. Manifestazioni di ogni tipo per rafforzare l’immagine dei consiglieri, nella stragrande maggioranza dei casi finite con cene e rinfreschi sfarzosi, come dimostrano i conti pagati ai vari ristoranti.
Alcuni consiglieri hanno gestito in proprio questi eventi, magari insieme agli amici di partito, altri si sono affidati a società specializzate in eventi. Per restare a casa nostra il consigliere Perilli del PD e l’assessore Sentinelli del PD hanno gestito in proprio, la consigliera Lidia Nobili ha preferito affidarsi ad una società specializzata in eventi chiamata Lallaria, società amministrata da sempre da Paolo Campanelli, il radicale che conduce da anni una coerente battaglia contro il Polo della logistica di Fara Sabina, che alle ultime elezioni comunali di Fara Sabina si era presentato candidato sindaco a capo di una lista civica.
Dallo esame delle singole voci di spesa effettuate dai vari gruppi consiliari non è dato notare molta differenza tra le spese effettuate dai tre, quelle della Nobili prediligono più l’aspetto pubblico che quello mangereccio, anche se i due aspetti comunque convivono.
In questa situazione non si vede come la questione avrebbe potuto generare una forte polemica tra le forze politiche in campo. Ognuno aveva le proprie gatte da pelare.
Il casus belli nasce da alcune pseudo dichiarazioni del consigliere regionale Fiorito, un pezzo da novanta attaché della Polverini, il quale avrebbe dichiarato che la consigliera Lidia Nobili del PDL con l’incarico alla Lallaria avrebbe finanziato il Campanelli allo scopo di sottrarre voti al candidato del PD Mazzeo a favore del candidato del PDL Basilicata, che l’anno scorso risultò eletto.
Fiorito è un residuato dello storacismo di casa nostra, celebre per scorrazzare nelle strade del Lazio con macchine fuori serie e protagonista di bravate che non hanno nulla di politico ma molto di bullo di periferia, oggi in auge alla corte della governatrice Polverini.
Francamente tali dichiarazioni avrebbero dovuto lasciare indifferenti, non invece il segretario del PD di Rieti Lodovisi, il consigliere regionale Perilli ed il SEL di Passo Corese, che hanno iniziato una campagna diffamatoria contro il Campanelli, non per come sono stati spesi i soldi del finanziamento pubblico ai gruppi regionali perché sarebbe stato facile argomentare con il “chi è più pulito scagli la prima pietra”, ma per il fatto che la Nobili avrebbe finanziato Campanelli per battere Mazzeo (PD) a favore di Basilicata (PDL).
Il tutto non con prove concrete, ma con insinuazioni di stile sagrestanesco che sono diventate le armi preferite degli ex democristiani e egli ex comunisti che fanno parte del PD.
Il segretario del PD è stato il primo ad inviare un comunicato alla stampa contenente l’insinuazione, poi a ruota il consigliere regionale Perilli che, intervistato da MEP Radio, anziché parlare di come ha gestito per sei anni i fondi regionali affidati al gruppo del PD per Rieti ( per un periodo è stato anche tesoriere del Gruppo), spiegandone il vantaggio che ne avrebbe ricavato il nostro territorio, si è soffermato sull’argomento “compravendita” da parte della Nobili di Campanelli precedendo l’argomento ripetendo varie volte la frase “ Se fosse vero, sarebbe una vergogna!”, così accentuando volutamente l’insinuazione.
Quelli del SEL di Fara Sabina si sono subito accodati e per completare il loro pensiero negativo hanno sfidato il sottoscritto a diffondere un “sermone” nei confronti del tesoriere di Sabina Radicale Paolo Campanelli.

Ora è chiaro che tutta questa querelle, che non trova giustificazione alcuna nei fatti reali, ma è basata su insinuazioni e cattiverie tipiche dello squallore del sottobosco politico periferico italiano, ha il sapore di una vendetta e appare come un tentativo di indebolire l’opposizione degli abitanti della Sabina al Polo logistico servendosi della calunnia e della insinuazione.
Tutti sanno che Perilli è uno dei principali sponsor del Polo della Logistica, fortemente voluto dall’ASI di Rieti presieduta da Ferroni del PD, da Mazzeo anche lui del PD, che l’ha consentito quando era sindaco di Fara Sabina, e dal SEL di Passo Corese che si è affiancato a Mazzeo nella campagna elettorale anche contro il parere del segretario provinciale dell’epoca, l’attuale sindaco di Rieti Simone Petrangeli.
Inoltre ci sono in corso indagini da parte della Procura della Repubblica sul Polo della logistica su denuncia delle associazioni ambientaliste, e non è detto che il Polo venga portato a termine, quindi dare un uppercut al principale protagonista della opposizione fa molto comodo ai sostenitori dell’operazione. E qualsiasi argomento è buono.
Campanelli non ha bisogno di essere difeso sul piano morale. La sua coerenza è nota a tutti in Sabina. Radicale fin da ragazzo, ha continuato ad esserlo anche quando la sua attività di lavoro gli avrebbe suggerito di fare come la stragrande maggioranza dei suoi coetanei che si sono allineati ed hanno ottenuto sostanziose rendite di posizione.
Paolo ha lavorato correttamente, ha continuato credere che la sua correttezza trovasse riscontro anche nell’ambiente che lo circondava. Il suo rapporto con Lidia Nobili è stato improntato alla correttezza professionale. Paolo non aveva bisogno di rivolgersi alla Nobili per farsi finanziare la candidatura a sindaco di Fara Sabina, se lo avesse voluto si sarebbe rivolto al sen. Cicolani o a chi era molto più al dentro nei canali del PDL e soprattutto non avrebbe continuato la battaglia contro il Polo logistico che è voluto sia dal PD che dal PDL.
La candidatura di Paolo a sindaco di Fara Sabina è nata all’interno di Sabina Radicale ed aveva lo scopo di rompere il duopolio PD-PDL che aveva consentito il varo dell’operazione Polo logistico.
Nel 2010 la campagna elettorale regionale della lista Bonino Pannella, nella quale Paolo era candidato consigliere, è costata 3.000,00 euro circa, ottenuti tutti per sottoscrizioni volontarie dei candidati e dei sostenitori. La campagna elettorale per il comune di Fara Sabina è costata ancora meno. I Radicali sono abituati a fare campagne elettorali con gli spiccioli e di tasca propria, lo sanno tutti.
Al massimo un rilievo si può muovere a Campanelli, ed è quello che nel merdaio della politica italiana, chi intende dare un contributo pulito deve assolutamente tenersi lontano anche per motivi di lavoro da ogni contatto con qualsiasi attore del teatrino politico odierno. La situazione è talmente compromessa che qualsiasi contatto agisce come la metastasi di un tumore maligno che ti travolge senza misericordia. E non c’è difesa che tenga.
E con queste ultime cinque righe, queste sì di “sermone”, penso di aver risposto anche all’invito rivoltomi dal SEL di Passo Corese. Penso che basti.

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About Gianfranco Paris

Avvocato e giornalista reatino, direttore del periodico indipendente "Mondo Sabino".